C’è un animale che si aggira per le montagne, quasi impossibile da scovare…il Dahù. Un animale schivo, sulla bocca di molti ma negli occhi di pochi. Le sue gambe sono corte da un lato e più lunghe dall’altro, per adattarsi meglio all’ inclinazione del terreno. Questo lo costringe ad orientare il suo cammino sempre nella stessa direzione, condannandolo a dover girare attorno alla montagna per tutta la vita, senza potersi mai voltare nel verso opposto, altrimenti precipiterebbe dal pendio.

I più fortunati sono i rarissimi alpinisti che si sono imbattuti nei piccoli. Immaginate osservare un uovo grande come quello di uno struzzo, ed all’improvviso vedere delle piccole corna che bucano il guscio dall’interno e fuoriuscire dei mammiferi minuscoli con le sembianze di uno stambecco, ma con le zampe da un lato più corte. Uno spettacolo che non si scorda. Immaginate anche arrivare a casa e raccontarlo…chi ci crederebbe?
Allora lì partono spedizioni per catturare il Dahù, e col tempo si è sviluppata una tecnica ben precisa. Bisogna essere in due. Uno che lo chiama “Dahù…Dahù”, ed appena lo vede lo spaventa, così l’animale, preso alla sprovvista si volta di scatto, e la differenza della lunghezza degli arti lo tradisce, facendolo precipitare qualche metro sotto, dove si trova l’altro che lo cattura.
Quanti amori nati con la cattura del Dahù! I giovani uomini portavano le ragazze alla ricerca del mistico animale per far colpo su di loro. La tradizione vuole che se i due innamorati riescono nell’impresa la loro relazione sarà eterna, legati per sempre dalla complicità nata al momento della cattura.
Qualcuno dice che sia solo una leggenda, altri che nei secoli si sia estinto, altri ancora continuano a cercarlo…chissà la verità…